“Il massimo dell’ipocrisia: Fratelli d’Italia si dissocia dalle parole della sua consigliera comunale di Treviglio, ma vota contro la possibilità per le donne in maternità di partecipare al consiglio comunale da remoto. Il partito di Giorgia Meloni dice di voler tutelare la famiglia e la maternità, ma a ottobre il meloniano Nicola Procaccini mi ha impedito di esercitare il mio mandato di europarlamentare. La smentita di Fratelli d’Italia, quindi, non corrisponde ai fatti”. Così Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi, in merito alla bocciatura da parte della maggioranza di centrodestra di Treviglio (Bergamo) della mozione che chiedeva la possibilità per donne in gravidanza a rischio e neogenitori di partecipare al consiglio comunale da remoto. “Ogni donna deve poter scegliere di essere madre, mantenendo il suo lavoro, la sua professione e il suo impegno politico o sociale. Non è un principio che vale solo per Giorgia Meloni”, dichiara Guarda.
“Nelle parole della consigliera comunale di Fratelli d’Italia e nel voto del suo partito c’è la stessa mentalità patriarcale e paternalista che io stessa ho subito lo scorso ottobre. Avevo chiesto di poter partecipare alle audizioni dell’allora commissario designato Raffaele Fitto, ponendo una domanda di un minuto. Ma quattro uomini di destra, tra i quali Nicola Procaccini di Fratelli d’Italia, hanno bocciato la mia richiesta nella capigruppo dell’Europarlamento, dove invece le quattro donne presidenti dei gruppi progressisti mi hanno sostenuta. Siamo stufe di politici che spendono parole per la famiglia, ma poi non ci sostengono quando diventiamo madri e anzi ci ostacolano nel lavoro e nell’impegno per la collettività”, conclude l’eurodeputata.
Cristina Guarda (Verdi/ALE), eurodeputata